Archivia per luglio, 2013

Un lucano a Parigi

Written by Francesca Ferri. Posted in Parole in cerca d'autore

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“Urla la nostra canzone araba/ perché solo agli zingari noi abbiamo creduto/ e solo gli zingari ci fanno ridere/ e piangere/ così per diletto”, così cantava il poeta di Tricarico Rocco Scotellaro. Le stesse sensazioni di euforia e nostalgia nel riscoprire le proprie radici, ho provato visitando il laboratorio di Vittorio Vertone a Pietragalla. Con entusiasmo e sincera umiltà l’artista mi ha mostrato i dipinti che ha esposto al Carrousel del Louvre dal 21 al 23 ottobre. “Sono partito pittore, sono tornato artista”, afferma Vertone a proposito dell’esperienza parigina.

Il senso di colpa

Written by Antonella Amodio. Posted in Vita e Psiche

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Ed eccoci al nostro appuntamento del mercoledì..
Sono molto contenta dei vostri commenti che arrivano sempre più numerosi, uno di questi, relativo alla rubrica scorsa, apre un capitolo molto importante, quello del senso di colpa. Ritengo che questo argomento richieda una lunga riflessione e apra infinite possibilità di discussioni

La Città Introvabile. Una Storia di Ordinaria Idiozia

Written by Elena Vigilante. Posted in La Città Introvabile

La città Introvabile - Una storia di ordinaria idioziaNuova puntata de La città introvabile. Luoghi comuni, consuetudini e vizi di una città che è poi a noi così ignota?

La Città Introvabile. Una Storia di Ordinaria Idiozia

 

La vicenda di Daniele divenne nota in piena estate, quando decise di inviare una lettera aperta indirizzata alla brillante direttrice di una testata giornalistica autorevole, la cui redazione accoglieva diversi giovani brillanti.
Ma la sua storia, a chi la avesse ascoltata dalla sua voce, sarebbe stata, forse, maggiormente difficile da dimenticare.
Daniele aveva, infatti, un modo peculiare di raccontarla che lasciava l’interlocutore senza parole

Il contatto corporeo

Written by Antonella Amodio. Posted in Biodanza

nsi 2Il contatto corporeo, che ci piaccia o no, resta uno dei bisogni primari dell’essere umano.
I bisogni primari sono bisogni vitali, ineludibili se non ad un costo molto elevato per la sopravvivenza degli individui. A volte, come per il bere ed il mangiare, a costo della vita stessa, altre, come per quello di una tana, un riparo, un nido o come quello di poter vivere la propria sessualità, se non mortali, sicuramente estremamente destabilizzanti.
Nello specifico, la mancanza di contatto corporeo nei primissimi mesi di vita può essere addirittura fatale.
Alcuni studi di diversi anni fa, condotti su neonati ospiti in strutture di accoglienza, in particolari situazioni di calamità che comportavano un elevata presenza di piccoli a fronte di uno scarso numero di operatori che garantiva loro le cure indispensabili (alimentazione e igiene) ma non un prolungato contatto corporeo, hanno mostrato come alcuni si lasciassero addirittura morire. Dunque il contatto corporeo per loro si dimostrava indispensabile, più della stessa nutrizione. Si cresce, si impara a sopravvivere anche in mancanza di esso ma non è pensabile che questa carenza non incida negativamente sull’equilibrio psicofisico degli individui.
Ovviamente nel caso dei piccoli, si parla di un contatto affettivo e nutriente, ovviamente chi, adulto, evita il contatto con gli altri membri della propria specie, non necessariamente evita quello con gli individui affettivamente significativi per lui ma, inevitabilmente, alcune estremizzazioni delle espressioni di questo evitamento, si tingono dei colori del disagio psicologico.