Archivia per dicembre, 2013

IL PANE PIU’ BUONO DEL MONDO: VOGLIO UN LUCANO

Written by Rossella Grenci. Posted in Occhi sul mondo

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Immagine tratta dal blog Mollica di Pane

 

Non ho paura di essere di parte, ma sono SICURA che il pane della Basilicata è fra i migliori e i più buoni non solo dei pani italiani, ma del mondo. Non a caso quello di Matera è così famoso da avere avuto  il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) e che, purtroppo, solo da poco sospeso per “problemi tecnici”, come potete leggere qui. Sono comunque fiduciosa nelle nuove opportunità per riottenere tale titolo, visto che nel frattempo è nato il nuovo consorzio di tutela del pane di Matera, mentre il “vecchio” consorzio si occuperà della promozione su tutto il territorio europeo del pane di Matera e della semola di grano duro.

Torna, è ora che assaggi molliche di pane, l’ odore dei forni come te lo manderemo?

Così scriveva Rocco Scotellaro

Intanto volevo segnalare che proprio a Matera, dall’ 11 dicembre 2013 e fino al 31 gennaio 2014 si celebrerà il Grano duro, quale risorsa economica e culturale del sud Italia. Tre le mostre esposte presso la Mediateca provinciale.

Una mostra fotografica vedrà esposte diverse opere di fotografi professionisti ed amatoriali della Città dei Sassi.

Si logo – Lo sviluppo del linguaggio (prima parte)

Written by Antonella Spota. Posted in Si logo

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Si logo – Lo sviluppo del linguaggio (prima parte)

Nel primo anno di vita il bambino sperimenta forme rudimentali di comunicazione che consistono per lo più in tentativi di imitazione dei suoni e degli stimoli vocali proposti dall’adulto. Il ruolo dell’imitazione è, secondo alcuni studiosi, fondamentale non solo per l’apprendimento del linguaggio. Grazie all’imitazione del modello adulto, infatti, il bambino apprende oltre ai comportamenti sociali, anche a reagire in maniera adeguata a determinati stimoli ambientali.
Dalla nascita fino a 3 mesi tutta la comunicazione del bambino è finalizzata all’espressione ed al soddisfacimento dei bisogni primari (fame,calore…) ed il bambino impara man mano a riprodurre questi atti comunicativi in maniera volontaria e consapevole. La mimica e la postura entrano a far parte della comunicazione accompagnando tutte le sue manifestazioni.

Storia di un’amore perduto

Written by Antonella Amodio. Posted in le storie degli altri ci raccontano la nostra

interviste definitivo
 

Storia di un’amore perduto

La prima storia vorrei raccontarla io, un uomo. Avevo una bella famiglia, una moglie splendida, due belle figlie ma dopo una decina di anni è cominciato il mio calvario, mi innamorai di un’altra donna, almeno allora mi pareva amore.. Lei era molto più giovane ed io persi la testa, ben presto questa relazione si trasformò in inferno, allora la credetti passione. E’ con lei che cominciai a sperimentare la violenza, la nostra relazione divenne un sentimento oscuro, fatto di intrighi, di ricatti, di lasciarsi e poi riprendersi sempre con maggior ardore, con maggior veemenza. Era giovane, anche a lei ho fatto molto male ma molto ne ho subito, lo so, ancora la colpa è stata mia. Lunghi anni di buio, non so cosa mi prese, venivo da una famiglia dominata da una figura paterna violenta con una mamma remissiva ma mai sino ad allora avevo seguito le orme di mio padre, almeno mai sino all’uso delle mani. Ricordo il primo ceffone dato alla mia amante, ricordo il suo sguardo, la sua paura e subito dopo il suo concedersi a me, remissiva, innamorata..

Il Palazzo de la Frontera di Lisbona

Written by Franca Crocetto. Posted in Occhi sul mondo

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“… non ricordo i nomi o le date, invece le sensazioni non le dimentico.”

Cees Nooteboom

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Ho conosciuto Adélia molto tempo fa. Una donna dal portamento austero che porta un cognome, Da Fonseca, che ricorda le sue nobili origini portoghesi, rievocate da lei con orgoglio. Fu Adélia a raccontarmi la bellezza dell’arte portoghese, che si esprimeva spesso con i colori e le immagini degli azulejos, mattonelle di maiolica dipinte a mano, arte importata nella penisola iberica dagli Arabi (al-zuleique era la parola araba dalla quale ebbe origine il termine portoghese) i quali usavano le piccole pietre levigate e colorate fin dal medioevo soprattutto nella realizzazione di pavimentazioni a disegni geometrici.