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La lunga notte del tempo

Written by Antonella Amodio. Posted in Senza categoria

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“Perdersi è facile, ma ritrovarsi anche.”

La lunga notte del tempo è una fiaba che si è scritta da sola, uno di quei racconti che voleva essere raccontato ed ha incontrato me, Antonella Amodio. Nata per un gioco letterario, mi ha preso la mano ed è diventata molto di più, la prima a rimanerne incantata sono stata io.. poi ha incontrato la mano di Gabriella Bulfaro, anch’ella ne è rimasta affascinata e l’ha tradotta in undici splendidi quadri, poi ancora ha incontrato Tonia Bruno che se ne è innamorata e l’ha riempita col suono caldo della sua voce, quindi ha incontrato Antonio Candela che le ha fatto una preziosa veste di mille colori, in ultimo ha incontrato la Regione Basilicata che ne ha voluto far dono alle scuole lucane ed ora spero incontrerà voi e i vostri bambini. E’ possibile acquistare il volume, nelle librerie da Natale, anche via internet, senza spese di spedizione, sul sito della casa editrice o cliccando direttamente sull’immagine in basso.
La fiaba è stata promossa nelle scuole lucane in quanto metafora delle condotte di dipendenza. Essa infatti, in modo semplice e senza traumatizzare i bambini, con la delicatezza della poesia e la magia della fantasia, spiega loro, mettendoli in guardia, le conseguenze delle condotte di dipendenza, sottolineando appunto le ricadute negative sul piano sociale, relazionale ed affettivo che le contraddistinguono indifferentemente dal tipo specifico di dipendenza che prende a rubare il nostro tempo.
Il concetto di dipendenza purtroppo è in una continua evoluzione, tra le nuove forme di dipendenze vanno oggi sottolineate quelle da gioco d’azzardo patologico (GAP) e quella da web, l’Internet Addiction Disorder (IAD). Il focus quindi, dalle sostanze, si sposta sulle relazioni fallaci e disfunzionali relativamente ad attività e al tempo a loro dedicate, autopercezioni, attaccamento, stili di vita e di comportamento, tali da introdurre, nei casi più gravi, una profonda distorsione nel rapporto con la realtà e con il mondo circostante. Se il gioco d’azzardo patologico è più conosciuto, non tutti sanno cosa è la IAD. Essa è una condizione caratterizzata da un forte ed insistente desiderio di connettersi al Web che spinge ad aumentare progressivamente il tempo speso in rete, tanto da compromettere la propria vita quotidiana. Nei casi piú gravi, puó indurre scompensi psicotici o portare alla morte. All’interno della IAD, quella che più di tutte coinvolge i giovanissimi, è sicuramente la Dipendenza da Videogiochi, questa, come ogni altra dipendenza, vincola il soggetto a dedicarle ingenti quantità di tempo ed energie compromettendone l’ambito scolastico/lavorativo, relazionale e fisico. Proprio per questo la favola narra del tempo come dono prezioso che rappresenta infondo la nostra vita stessa. In realtà nelle condotte di dipendenza spesso il problema non è rappresentato dalle attività in sé ma dalla modalità di fruizione di chi vi si dedica e ancora del tempo che vi dedica. Questo ha indotto la letteratura scientifica del settore a porre particolare attenzione al disturbo di personalità dipendente definendone la dimensione centrale come “Una situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accuditi, che determina comportamento sottomesso e dipendente e timore della separazione.”
Tutto ciò rende a mio avviso indispensabile l’educazione all’affettività dei nostri bambini e la sensibilizzazione del mondo degli adulti in merito a queste specifiche tematiche. Una fiaba dunque per tutte le età, con vari piani interpretativi e diversi livelli di fruizione ma che rimanda a ciascuno di noi l’importanza di riappropriarci del nostro tempo, della nostra vita.