Alta formazione – Potenza

Written by Antonella Amodio. Posted in DSA

La dislessia esiste poi davvero ?

Ci si chiede sempre più spesso se la dislessia poi esista davvero o se non sia semplicemente una coda della distribuzione del rendimento scolastico, se i dys esistano davvero e siano davvero tanti o se semplicemente siano solo un po’ asini. Io sono dys, ormai lo sanno tutti ed ho una figlia dys, vorrei mostrarvi solo un paio di slide di quando era piccina…

Immagine 1

 

ecco, questo è dislessia, non mi importa se sia una coda nella distribuzione del rendimento scolastico, solo un po’ di asineria, so solo che sono delle sbarre che rinchiudono parole vuote che non riescono ad uscire. Sbarre che rinchiudono il dolore e le continue umiliazioni di chi non sa utilizzare gli stessi mezzi di comunicazione così scontati per i più, tanto scontati da non poter neanche esser creduti nelle proprie difficoltà…Sbarre da cui si vorrebbe uscire, da cui vengono .
inviati continui SOS…..

Immagine 2

Queste le parole scritte da chi erano ormai tre anni che ci provava mentre il resto dei compagni già riusciva….
Errori di orientamento nello spazio come per queste stanghette che ora segnano una d, ora una b, ora una q e ora invece una p..di orientamento in un rigo in cui le parole proprio non vogliono stare o di difficoltà sonore a distinguere una c da una t.. e ancora di grammatica, di doppie, mutine, accenti che in testa fanno un gran carosello…

Immagine 3

questo invece il disegno di chi creduto, aiutato, infine ci è riuscito,

Immagine 4

queste le parole scritte da chi, sebbene in stampato maiuscolo, ora è all’università… Noi possiamo fare molto per questi ragazzi ed io ringrazio l’associazione Italiana Dislessia, che da anni si spende per loro, e qui a Potenza, nella persona di Marcella Santoro, la Fondazione Telecom che ha deciso di finanziarne i progetti e consentitemi, il magnifico Rettore Mauro Fiorentino che oggi ci ospita, l’assessore Martorano che tanto ha preso a cuore questa problematica da volere un osservatorio regionale cui fanno capo tutte le istituzioni che con la dislessia hanno a che fare e di cui mi onoro di essere la coordinatrice e il consigliere Pittella, promotore della nostra legge regionale, prima in Italia che ha preceduto di ben tre anni quella nazionale.
In fondo non è così importante la definizione di dislessia quanto piuttosto il profondo disagio di chi spesso inconsapevolmente se la porta appresso tra il ludibrio e l’incomprensione di chi gli sta accanto… come ci ricorda Pennac, essere un asino resta sempre una vergogna e un gran dolore, per tutti, anche per quelli che non vogliono mostrarlo così come dar loro una mano resta un dovere ma prima di tutto una gran soddisfazione come professionisti e come esseri umani, grazie a tutti quelli che oggi sono qui….
Questo il mio intervento venerdì 12 all’incontro plenario del corso di alta formazione organizzato dall’AID Nazionale con il patrocinio della Fondazione Telecom Italia presso la nostra Università degli Studi che ha visto la partecipazione di oltre 250 insegnanti. C’è solo una cosa che vorrei aggiungere in questo momento in cui tante voci si levano allarmate di fronte alle numerose diagnosi che cominciano ad essere presentate alla scuola, signori, qual è il motivo tanta difficoltà? Non si parla di insegnanti di sostegno e per tanto di costi aggiuntivi, si parla soltanto di una didattica che si curvi sulle difficoltà di questi ragazzi. Forse che non è già previsto che l’insegnamento si adatti e rispetti i vari stili cognitivi dei discenti? Signori, fino a poco più di cinquanta anni fa dislessia non era neppure una parola e quanti avevano questa difficoltà, non erano che asini. Quanti altri ragazzi definiti così oggi, domani potremmo scoprire soffrire di un qualche disturbo ad ora ancora ignoto, nel processo di apprendimento della lettoscrittura che, pur se se per la maggioranza degli individui viene automatizzato, resta complesso ed elaborato? Signori ma chi sono gli asini? Io conosco soltanto bambini tra i banchi, bambini a volte in difficoltà. E’ un preciso dovere della scuola andare loro incontro, qualsiasi siano le loro difficoltà. Il fatto che per far ciò ci sia stato bisogno di una legge la dice lunga, ben venga comunque se essa può rappresentare un passo avanti in un processo di consapevolezza dei danni che un metodo di insegnamento non adeguato nella società dell’istruzione obbligatoria può comportare e ancor più un atto di lungimirante intelligenza, il precoce abbandono scolastico è uno delle prime cause del disagio giovanile e prevenire resta sempre molto meglio che curare!

Antonella Amodio

Trackback dal tuo sito.

Antonella Amodio

Antonella Amodio

Presidente

Francesca Antonella Amodio, per tutti Antonella, presidente di Yin-sieme. Docente, pedagogista, psicologa, psicoterapeuta ad indirizzo bioenergetico, biodanzante. Formatrice nazionale DSA, da brava dislessica, ideatrice e conduttrice delle ‘feste dys’ di cui sono ovviamente a tutti gli effetti il capo.
Autrice de ‘Il laribinto, il mio viaggio nella dislessia’ e del romanzo ‘Lo zoo del piano di sopra.. quando al piano di sotto l’amore fa male , adoro scrivere. Istruttrice di nuoto, molti gli sport praticati, amo tutto quello che ha a che fare con la corporeità così come con la spiritualità, pratico meditazione e sono stata più volte in India per questo, ho il secondo livello di Reiki, sono vegana, rispetto e onoro ogni religione e credo in quella dell’essere umano. Da quando un anziano monaco m’ha detto che il mio sorriso è il sorriso di Dio, ho realizzato che è vero, quello di ognuno lo è, così ho pensato che il Paradiso sarà qui, quando ogni essere al mondo sorriderà e…io voglio essere in Paradisoooo!

Lascia un commento