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Antonella Spota

Antonella Spota

steve jobs diceva “stay hungry stay foolish”!sono antonella spota e di sicuro sono più foolish che hungry!lavoro come logopedista ed ancora tutti i miei cassetti sono zeppi di sogni che spero un giorno di poter realizzare.mi piace scrivere,leggo molto e sono un.appassionata di danza e spettacolo. adoro,poi, la biodanza che mi permette sopratutto di Essere prima ancora di Fare.

Si logo – Introduzione sullo sviluppo del linguaggio

Written by Antonella Spota. Posted in Si logo

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Si logo – Introduzione sullo sviluppo del linguaggio

Utilizzo la definizione dell’ enciclopedia Treccani per introdurre quello che sarà l’argomento dei prossimi post di questa rubrica. Viene definito linguaggio una “forma di condotta comunicativa atta a trasmettere informazioni e a stabilire un rapporto di interazione che utilizza simboli aventi identico valore per gli individui appartenenti a uno stesso ambiente socioculturale”. Da questa definizione si evince che il linguaggio è una forma comunicativa intenzionale (non c’è comunicazione se non c’è intenzionalità) che utilizza un codice costituito da simboli. È una prerogativa dell’uomo,infatti non esiste nessuna altra specie vivente che abbia sviluppato un sistema così complesso.

Le cose che Non ho

Written by Antonella Spota. Posted in Occhi sul mondo

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“Perché i nostri bisogni sono i nostri piccoli sogni quotidiani. Sono le nostre piccole cose da fare, che ci proiettano verso il domani, e il giorno seguente, nel futuro; sono quelle cose di poco conto che compreremo la settimana prossima e che ci permettono di pensare che la prossima settimana saremo ancora vivi.”

Negli ultimi anni gli scritti e gli scrittori parigini emergono nello scenario narrativo internazionale e non a caso questo libro con le sue 500.000 copie vendute è il successo editoriale dell’anno in Francia e non solo ( ricordate “L’eleganza del riccio”?).
Le cose che Non ho di Gregoir Delacourt, edizioni Salani, è un romanzo molto piacevole, una carezza. La prosa scorre facilmente e conduce il lettore lungo un percorso in cui si alternano emozioni e concetti differenti, opposti e solo fino ad un certo punto in equilibrio: si passa dalla tenerezza alla rabbia, dall’imperdonabile alla redenzione, dalla lealtà al tradimento. Protagonista del romanzo è Jocelyne, una donna cinquantenne, intelligente, piacente ma non troppo, che vive una vita di ordinaria soddisfazione: un lavoro semplice ma che diventerà speciale, due figli amatie lontani, un marito di cui lei disegna, goffamente e senza successo, un’immagine quasi da uomo perfetto.

La vie d’Adèle

Written by Antonella Spota. Posted in Occhi sul mondo

l-affiche-du-filmIl 26 Maggio scorso si è chiuso il 66° Festival del Cinema di Cannes. La Palma d’Oro è andata al film di Abdellatif Kechiche, il cui titolo sa di internazionale: “La vie d’Adèle”, Blue is the warmest colour (Blu è il colore dei capelli di una delle due protagoniste).

Come dicono i cultori, è il primo film a tematica gay che vince il Festival. Infatti le 3 ore di proiezione raccontano la storia d’amore, intima e appassionante, tra due donne.

Il film, e la sua vittoria, si inserisce in un clima particolare, caratterizzato da manifestazioni, cortei e gesti estremi contro le nozze gay. Ma quello che la pellicola urla è la realtà, la verità di un amore, che appassiona non perché gay o diverso ma perché vicenda umana e come tale suscitatrice di potenti emozioni. Questo rimanda inevitabilmente alla unicità della vita di ciascun essere umano, ognuna piena, avvincente e intrigante, meritevole di una cinepresa. “Vivere liberamente, esprimersi liberamente, amare liberamente”, queste le parole del regista e questo l’augurio per ogni essere vivente.