Più è precoce la ferita, più severe possono essere le conseguenze

Written by Antonella Amodio. Posted in le storie degli altri ci raccontano la nostra

interviste definitivo

Più è precoce la ferita, più severe possono essere le conseguenze

Non è un DSA , le sue difficoltà scolastiche sono piuttosto secondarie. Secondarie.. cosa vuol dire, secondarie a cosa? Il mio bambino, il secondogenito è già stato fermata un anno in terza elementare.. disturbo dell’attenzione, iperattività, disturbo dell’apprendimento, disturbo d’ansia, aggressività e qualcos’altro ancora, questo dicono le carte. E’ piccino il mio bimbo, sembra più piccolo dei suoi anni, è taciturno e schivo ma arguto e intelligente.. forse tutto questo dipende dalla sua primissima infanzia segnata dalle liti violente e frequenti tra me e suo padre cominciate proprio con la sua nascita.

Ricordi di infanzia..

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Ricordi di infanzia..

Il primo ricordo che ho della mia infanzia riguarda un episodio di violenza “assistita”, o più semplicemente mio padre che picchia mia madre davanti a me, una bambina di quattro anni o poco più. Questi episodi di violenza fisica erano tuttavia rari, la violenza che per anni ho vissuto era di natura diversa , era fatta di urla e scenate, accompagnate da un costante clima di tensione che si respirava in casa.
Non se ne parlava, non se ne poteva parlare, si faceva finta di nulla e dopo ogni episodio tutto tornava come prima, come se nulla fosse successo.
Eppure qualcosa succedeva: dentro di me crescevano le ansie e le paure, paure riguardanti l’incolumità di mia madre, non la mia, io non ero mai oggetto delle sue “esplosioni”.

Amori violenti

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Amori violenti

Amori violenti, non posso dire che questa definizione mi sia del tutto chiara, sino a qualche tempo fa avrei parlato di amori e basta, sino al giorno in cui mia moglie è finita in ospedale..Un incidente, non volevo, ho solo spinto la porta che lei voleva chiudere perchè non entrassi, ho spinto troppo forte, le è sbattuta sulla fronte. In realtà ha avuto solo un paio di punti ma dalla testa si sa, si perde molto sangue, così l’entrata di casa sembrava un mattatoio. Forse è questo che ha spaventato mia figlia, la vista di quel sangue, dal giorno dopo prese a balbettare ma poi nel giro di qualche giorno ha smesso. In ospedale mia moglie ha detto di un incidente contro la porta, omettendo che dall’altro lato vi fossi stato io.
Mio suocero ha voluto comunque che mia moglie dall’ospedale tornasse a casa sua, la bambina era già lì con la nonna venuta in nostro aiuto perchè potessimo andare in ospedale. E’ stato nello sguardo così duro di quell’uomo che ho capito che forse avevo oltrepassato il segno, nel suo impedirmi di vederle per giorni altrimenti a suo dire, avrebbe raccontato lui ai carabinieri la vera dinamica dell’incidente.

Storia di un’amore perduto

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Storia di un’amore perduto

La prima storia vorrei raccontarla io, un uomo. Avevo una bella famiglia, una moglie splendida, due belle figlie ma dopo una decina di anni è cominciato il mio calvario, mi innamorai di un’altra donna, almeno allora mi pareva amore.. Lei era molto più giovane ed io persi la testa, ben presto questa relazione si trasformò in inferno, allora la credetti passione. E’ con lei che cominciai a sperimentare la violenza, la nostra relazione divenne un sentimento oscuro, fatto di intrighi, di ricatti, di lasciarsi e poi riprendersi sempre con maggior ardore, con maggior veemenza. Era giovane, anche a lei ho fatto molto male ma molto ne ho subito, lo so, ancora la colpa è stata mia. Lunghi anni di buio, non so cosa mi prese, venivo da una famiglia dominata da una figura paterna violenta con una mamma remissiva ma mai sino ad allora avevo seguito le orme di mio padre, almeno mai sino all’uso delle mani. Ricordo il primo ceffone dato alla mia amante, ricordo il suo sguardo, la sua paura e subito dopo il suo concedersi a me, remissiva, innamorata..