Cos’è Biodanza

Written by Donatella Vitale. Posted in Biodanza

“Biodanza è danzare la vita, con se stessi e con gli altri, con la natura e con l’universo.

E’ fluire con la freschezza di una sorgente, la leggerezza dell’aria e l’impeto del vento, la profondità del mare, l’impetuosità di un fiume in piena, l’istante di una fiamma, la pulsazione della terra all’unisono col cuore.

E’ l’accoglienza del gruppo, la libertà di una danza individuale, il piacere di una danza a due, è l’incanto di un sorriso, l’emozione di uno sguardo, il rapimento di un gesto, la ritualità di una ronda, una carezza che scorre sulla pelle, l’emozione di un incontro, la presenza in un abbraccio, il coraggio del silenzio, la semplicità della passione.

Ed è danzare tutto questo nella vita tutta, in ogni momento, come attimo eterno.

Per me è questo.”

La Biodanza è stata ideata da Rolando Toro Araneda, psicologo e antropologo cileno, nato il 19 aprile del 1924, morto a febbraio del 2010. Lo ricordo a settembre del 2009 a Milano, dove lo aspettavamo per aprile; fino all’ultimo è andato girando per il mondo a divulgare la biodanza, continuando a danzare.

L’ultima definizione da lui stesso data della Biodanza è: “La Biodanza è un sistema di accelerazione dei processi di integrazione a livello cellulare, immunologico, metabolico, neuroendocrino, corticale ed esistenziale, mediante la vivencia indotta in ambiente arricchito dalla musica, la danza, il contatto, la carezza e la presenza del gruppo.”

Mi piace questa “accelerazione”, come a dire “si può fare altrimenti, ma così si può fare prima!”

La Biodanza è un modo leggero, gentile, a volte impetuoso ma sempre rispettoso dei tempi di ognuno, gioioso e commovente, di entrare in contatto con le proprie emozioni, con se stesso, con gli altri, con l’universo.

La danza è una delle condizioni innate dell’essere umano, in quanto “danza” nel senso originario è movimento di vita e favorisce l’espressione del potenziale genetico. Il nome “Biodanza” deriva dall’unione del suffisso bio, dal greco bios “vita”, a danza intesa nel senso di “movimento pieno di significato”.

Propone l’induzione di vivencias attraverso la musica, il movimento e l’incontro.

Vivençia significa “esperienza vissuta con grande intensità nel momento presente” e coinvolge la cinestesia, le funzioni viscerali ed emozionali. E’ l’esperienza soggettiva del “qui e ora”. Si potrebbe tradurre come “vissuto”, ma in italiano il termine “vissuto” implica un passato, mentre la vivençia è proprio nel presente, per cui si mantiene ed usa il termine spagnolo.

La vivencia attiva una profonda connessione con se stessi, attiva la commovente percezione di essere vivi, associata a situazioni piacevoli: secondo la teoria di B. F. Skinner del rafforzamento positivo, un apprendimento si stabilizza incentivando il positivo piuttosto che castigando il negativo. A differenza delle terapie cognitive che lavorano a livello verbale su un percorso che va dai significati alle emozioni, Biodanza si basa sul percorso inverso: dalle emozioni ai significati.

Le musiche usate di vario genere, classica, pop, sudamericana, jazz, etno, ritmiche e gioiose per attivare il sistema simpatico, lente e melodiche per indurre stati di regressione e stimolare il sistema parasimpatico.

Le vivencias hanno la loro rappresentazione fisiologica nel sistema limbico-ipotalamico; inducono una diminuzione temporanea della funzione della corteccia cerebrale mediante la sospensione provvisoria del linguaggio verbale, il rallentamento dell’attività visiva (chiudere gli occhi) e della motricità volontaria (movimenti lenti). Lo stile di vita condizionato dalla cultura stimola prevalentemente le funzioni ergotrope (dal greco ergon “lavoro, attività”), a scapito delle funzioni trofotrope (dal greco trofé “nutrimento”, legata al riposo e alla riparazione organica). Biodanza ristabilisce l’equilibrio tra queste due azioni.

L’unico assioma di Biodanza è il principio biocentrico che ha come riferimento immediato la vita. L’Universo esiste perché c’è vita e non il contrario. C’è un inconscio vitale, uno“psichismo cellulare”, che ci riporta all’analogia fra il comportamento autonomo delle cellule ed il nostro comportamento psichico, poiché svolgono delle funzioni simili. Rolando Toro si riallaccia a vari autori, tra cui D. Bohm, che propone un “ordine implicito” dell’universo che sarebbe fuori dalla dimensione spazio-temporale e apparterrebbe ad un sistema di forze organizzatrici sconosciute.

L’ inconscio vitale si pone in relazione con l’inconscio personale e l’inconscio collettivo rispettivamente di Freud e Jung. R. Toro si ispira anche a miti ed archetipi come Demetra, Dioniso, Orfeo e Cristo. Egli spiega come le riflessioni di Jung sui miti e archetipi dell’inconscio collettivo, hanno stimolato in lui lo sperimentare i miti e gli archetipi per ottenere l’integrazione personale.

Nel 1965 Rolando Toro incomincia ad usare la danza con i malati dell’ospedale psichiatrico di Santiago del Cile. In quegli anni, per umanizzare la medicina si provavano tecniche psicoterapiche di gruppo secondo il modello di Carl Rogers, arteterapia, psicodramma ecc. A partire da questa esperienza, Rolando Toro ha cominciato a teorizzare un modello teorico della biodanza, applicabile a tutti. Ha somministrato un test ai suoi studenti, chiedendo loro cosa mancasse nella loro vita, ed ha organizzato le risposte in 5 macrogruppi, cui erano riconducibili i bisogni e i desideri di ciascuno. Da qui sono derivate le 5 linee di vivencia, quei potenziali che tutti abbiamo, ma dei quali, nel corso della vita, per un motivo o per un altro, ne viviamo e sviluppiamo solo alcuni a discapito di altri:

1) Vitalità: intesa come slancio vitale. Comprende gli istinti di fame, sete e conservazione, le risposte di lotta o fuga, la regolazione tra attività e riposo.

2) Sessualità: capacità di sentire il desiderio sessuale ed il piacere, compreso l’istinto di riproduzione.

3) Creatività: capacità di rinnovamento esistenziale nella propria vita; comprende l’istinto di esplorazione e gli impulsi di innovazione.

4) Affettività: capacità di dare protezione, accettazione della diversità umana senza discriminazione; istinto di solidarietà, impulso gregario, altruismo. Origina sentimenti d’amore, amicizia, altruismo, solidarietà.

5) Trascendenza: capacità di andar al di là dell’Io ed identificarsi con la totalità cosmica; capacità di sperimentare gli stati di espansione della coscienza.

Gli eco-fattori sono stimoli dell’ambiente che possono ostacolare o favorire l’espressione genetica; Biodanza crea eco-fattori positivi per stimolare lo sviluppo del potenziale; rafforzando i comportamenti innati e lavorando sulla parte sana, migliora lo stato di salute dell’essere umano. Il fine è lo sviluppo e l’integrazione di tutti i nostri potenziali.

In Biodanza non si seguono coreografie, passi strutturati, ci si muove a partire dal sentire, andando a recuperare i movimenti naturali della nostra vita quotidiana (camminare, saltare, stiracchiarsi), di gesti connessi ai riti associativi (dare la mano, abbracciare, cullare), di gesti archetipici. Nel corso di una sessione, ci sono danze individuali, in coppia, in piccoli gruppi e che coinvolgono unitariamente tutto il gruppo; danze di integrazione, di sensibilizzazione e di espressione dei potenziali genetici; ci sono incontri, c’è la riscoperta della reciprocità dei gesti e del feedback con l’altro, c’è la possibilità di entrare in empatia con l’altro; c’è la libertà di scegliere in ogni momento cosa fare e cosa non fare, non c’è mai niente di obbligatorio, c’è la possibilità di esprimere con chiarezza i propri limiti, riscoprendo la propria autenticità e riconfermando la propria identità.

Donatella Vitale

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Donatella Vitale

Donatella Vitale

Segretario

Insegnante Titolare Didatta di Biodanza SRT, specializzata in “Biodanza, Identità e i 4 elementi”, “Biodanza e i colori originali della vita”, “Biodanza, voce e percussioni”, “Biodanza e salute mentale”

Commenti (2)

  • maria

    |

    Bellissima la sensazione che ho tratto leggendo questo articolo. Dove è possibile praticare la Biodanza a Potenza?

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    • Donatella Vitale

      Donatella

      |

      Ciao Maria! Noi danziamo tutti i mercoledì alle 19.00 a Potenza in via Marconi 67. Puoi venire a fare una sessione di prova, magari contattandoci prima. Il mio numero è 339.6519453

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