Gli abiti di Frida Kahlo: strumento di espressione artistica e politica

Written by Rossella Grenci. Posted in Occhi sul mondo

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Alla scoperta di Frida Kahlo e di una società matriarcale sconosciuta, quella di Juchitán, nel Messico del Sud, dove l’artista aveva le sue radici.  Nell’abbigliamento di Frida si può intravedere la sua intenzione di  aderire a principi socialisti e femministi e così gli abiti dell’artista diventano uno strumento di espressione politica oltre che espressione artistica, come spiegato qui:

Anziché farsi arrivare abiti confezionati dall’Europa, Frida sceglie tessuti esotici provenienti dalla Cina, pizzi europei e coloratissimi filati messicani che poi il sarto assembla per appagare la visione originale e personale della pittrice.

Tutto questo emerge dalla collezione dei suoi abiti e accessori che rivive per la prima volta nell’esposizione “Appearances Can Be Deceiving: The Dresses of Frida Kahlo” presso il Museo Frida Kahlo di Città del Messico.

Circe Henestrosa, una delle curatrice della mostra dice: «Kahlo non sceglieva abiti messicani qualunque, ma quelli delle società matriarcali dell’Istmo di Tehuantepec, indicatori di una donna forte ed energica».

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Gli abiti dell’artista sono caratterizzati da corpetti dalle forme squadrate (huipil), le gonne lunghe, gli scialli enormi e colorati, i copricapo floreali. Le gonne ampie e lunghe le servivano anche per mascherare il suo handicap, quella gamba destra danneggiata dalla poliomielite, a sei anni. Pare, però, che sin dalla nascita fosse affetta da spina bifida, una malattia che l’aveva portata a camminare tardi e le aveva arrestato lo sviluppo della gamba destra. Una scoliosi le procurava dolori continui e i rilevanti problemi circolatori la portarono prima all’ amputazione delle dita dei piedi, e più tardi, nel 1953, a quella della gamba destra. Senza parlare dell’incidente di cui fu vittima a 18 anni in un autobus.

Mentre viaggiava su un autobus di legno col suo primo fidanzato, Alejandro Gomez Arias, ci fu uno scontro con un tram. Riportò diverse fratture alla colonna vertebrale, al bacino e al piede destro. Un tubo di metallo le trapassò il ventre. Trascorse un lungo periodo in ospedale sospesa tra la vita e la morte. I postumi dell’incidente si fecero sentire per il resto della vita costringendola a numerosi interventi chirurgici (fonte:UILDM).

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“…Per Frida gli abiti erano stati una specie di linguaggio e, a partire dal matrimonio, gli intricati legami tra abiti e immagine di sè e tra stile personale e stile pittoricocostituiscono uno dei sottotesti di un dramma che cominciava a manifestarsi.
Il suo costume prediletto era quello delle donne dell’istmo di Tehuantepec e non c’è dubbio che le leggende di cui esse erano circondate avessero informato la sua scelta: le donne di Tehuantepec sono famose per essere solenni, bellissime, sensuali, intelligenti, coraggiose e forti. La tradizione folklorica vuole che la loro sia una società matriarcale in cui le donne gestiscono i mercati, si occupano di questioni fiscali e dominano gli uomini.
E il loro costume è delizioso: una camicia ricamata e una lunga gonna, abitualmente di velluto viola o rosso, con una balza di cotone bianca all’orlo. Tra gli accessori ci sono lunghe catene d’oro o collane di monete d’oro, che costituiscono la dote faticosamente sudata delle ragazze, e per le occasioni speciali una elaborata acconciatura dei capelli.
A volte Frida scelse costumi di altre località e di altre epoche; a volte mescolò elementi di costumi differenti in un insieme accuratamente costruito. Poteva indossare huaraches (sandali) messicani o bassi stivaletti di cuoio del tipo che si portava nelle province all’inizio del secolo e che avevano portato le soldaderas combattendo al fianco degli uomini durante la rivoluzione messicana; a volte, come quando aveva posato per la fotografa Imogen Cunningham, si era avvolta nel rebozo come facevano le soldaderas. […]
Per Frida gli elementi dell’abbigliamento erano una specie di tavolozza da cui scegliere, giorno per giorno, l’immagine di sè da presentare al mondo…”

tratto dal libro FRIDA: LA VITA DI FRIDA KHALO di H. Herrera.

http://occhiditerra.wordpress.com/2013/11/02/gli-abiti-di-frida-khalo-strumento-di-espressione-artistica-e-politica/

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Rossella Grenci

Rossella Grenci

Sono logopedista e autrice. Ho una miriade di interessi, a volte, di manie. Mi sono formata su diverse discipline corporee e psicocorporee: ad esempio lo yoga, i linguaggi non verbali, la bioenergetica… Mi sono formata anche come danzaterapeuta con l’argentina Maria Fux.
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