I bisogni primari

Written by Antonella Amodio. Posted in Vita e Psiche

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In alcuni dei vostri interventi si è menzionato questo argomento, i bisogni primari. Potrebbe sembrare una tematica piuttosto facile, primari sono quei bisogni che assicurano la sopravvivenza dell’individuo, quindi quelli fisiologici quali bere, mangiare, dormire, mantenere l’omeostasi. In verità ho già avuto modo di sottolineare, parlando del contatto corporeo, come invece alcuni studiosi abbiano dimostrato quanto esso sia fondamentale nella sopravvivenza dei piccoli umani. L’argomento diviene quindi più complesso di quanto non sembri a prima vista. Dunque, se alcuni individui, sebbene abbiano assicurati i bisogni fisiologici, finiscono comunque per lasciarsi morire, quali sono allora da ritenersi fondamentali per la sopravvivenza di un essere umano?
Una delle più note concettualizzazioni in merito alle motivazioni, è la “gerarchia dei bisogni” di Ma slow, essa fa appunto riferimento ai “bisogni”, parola che etimologicamente delinea “cose che mancano, di cui c’è necessità”.
Abraham Ma slow elaborò una piramide, una gerarchia, dei bisogni che, risalendo da quelli più basilari ed elementari sino a quelli più astratti e complessi, si dispiegherebbe durante lo sviluppo in una sequenza progressiva, dalla base alla punta.

piramide-bisogni-maslow

Questi diversi livelli di bisogni si legano alle motivazioni, divenendo la molla del nostro agire
I primi a comparire sono i bisogni fisiologici, legati a esigenze fisiologiche naturali e primarie, da essi nasce la prima molla motivazionale del neonato, che ad esempio piange per essere nutrito.
Successivamente compaiono i bisogni di sicurezza, che spingono a ricercare protezione e contatto, troviamo quindi il bisogno di amore e di appartenenza, che induce a comportamenti tesi a dare e ricevere amore, dall’amicizia all’intimità sessuale. Il bisogno di riconoscimento o stima ci porta a un livello ancora più elevato entrando in gioco comportamenti e atteggiamenti tesi a ottenere il riconoscimento da parte degli altri influenzando la nostra autostima e la possibilità di avere una soddisfacente immagine di sé. I bisogni di auto-realizzazione portano, infine, a comportamenti tesi a esprimere le nostre potenzialità, la creatività, l’originalità, anche al fine di poter comprendere meglio noi stessi e il mondo che ci circonda. Esiste infine un sesto livello, quello dei bisogni di trascendenza. Questi motivano a superare i propri limiti, a trascendere la propria individualità per riconoscersi come parte di un universo superiore di ordine divino, quella che alcuni hanno definito la ‘tensione all’infinito’ che contraddistingue gli esseri umani.
Quindi questo modello in qualche modo ipotizza che, se le necessità elementari sono state soddisfatte, la persona tenderà naturalmente a spostare la sua attenzione verso aspetti meno materiali e più elevati, provando nuovi bisogni ( si noti bene, bisogni, cose di cui si necessita). Per evolvere sarà necessario che i bisogni primari della persona siano stati però soddisfatti altrimenti non potrà essere sana né fisicamente, né mentalmente
Naturalmente, com’è giusto che sia, la Piramide di Ma slow negli anni è stata sottoposta a numerose critiche, ma ancora oggi è degna di considerazione potendo aiutarci a capire quale ordine di bisogni stia agendo in noi e negli altri in un preciso momento.
Ognuno degli ordini di bisogni citati, avrebbe necessità di un esame a sé, mi piacerebbe diceste la vostra su questo argomento che ho delineato solo a grandi linee, rispetto a quei bisogni che voi ritenete fondamentali, a quelli che ritenete questa società assicuri o di contro neghi..

 

qui le vostre domande con le relative risposte dell’appuntamento scorso

Commenti – Il ricatto sociale (seconda parte) – la disparità del due

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Antonella Amodio

Antonella Amodio

Presidente

Francesca Antonella Amodio, per tutti Antonella, presidente di Yin-sieme. Docente, pedagogista, psicologa, psicoterapeuta ad indirizzo bioenergetico, biodanzante. Formatrice nazionale DSA, da brava dislessica, ideatrice e conduttrice delle ‘feste dys’ di cui sono ovviamente a tutti gli effetti il capo.
Autrice de ‘Il laribinto, il mio viaggio nella dislessia’ e del romanzo ‘Lo zoo del piano di sopra.. quando al piano di sotto l’amore fa male , adoro scrivere. Istruttrice di nuoto, molti gli sport praticati, amo tutto quello che ha a che fare con la corporeità così come con la spiritualità, pratico meditazione e sono stata più volte in India per questo, ho il secondo livello di Reiki, sono vegana, rispetto e onoro ogni religione e credo in quella dell’essere umano. Da quando un anziano monaco m’ha detto che il mio sorriso è il sorriso di Dio, ho realizzato che è vero, quello di ognuno lo è, così ho pensato che il Paradiso sarà qui, quando ogni essere al mondo sorriderà e…io voglio essere in Paradisoooo!

Commenti (1)

  • Anonimo

    |

    bene, la mia vita non è stata molto lineare, difatti anche in questa piramide ho toccato più volte gli scalini sulla vetta senza consolidare o spesso neanche sfiorare elementi dei primi livelli.. mi chiedo quindi com’è possibile questo disordine..

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