Il contatto corporeo

Written by Antonella Amodio. Posted in Biodanza

nsi 2Il contatto corporeo, che ci piaccia o no, resta uno dei bisogni primari dell’essere umano.
I bisogni primari sono bisogni vitali, ineludibili se non ad un costo molto elevato per la sopravvivenza degli individui. A volte, come per il bere ed il mangiare, a costo della vita stessa, altre, come per quello di una tana, un riparo, un nido o come quello di poter vivere la propria sessualità, se non mortali, sicuramente estremamente destabilizzanti.
Nello specifico, la mancanza di contatto corporeo nei primissimi mesi di vita può essere addirittura fatale.
Alcuni studi di diversi anni fa, condotti su neonati ospiti in strutture di accoglienza, in particolari situazioni di calamità che comportavano un elevata presenza di piccoli a fronte di uno scarso numero di operatori che garantiva loro le cure indispensabili (alimentazione e igiene) ma non un prolungato contatto corporeo, hanno mostrato come alcuni si lasciassero addirittura morire. Dunque il contatto corporeo per loro si dimostrava indispensabile, più della stessa nutrizione. Si cresce, si impara a sopravvivere anche in mancanza di esso ma non è pensabile che questa carenza non incida negativamente sull’equilibrio psicofisico degli individui.
Ovviamente nel caso dei piccoli, si parla di un contatto affettivo e nutriente, ovviamente chi, adulto, evita il contatto con gli altri membri della propria specie, non necessariamente evita quello con gli individui affettivamente significativi per lui ma, inevitabilmente, alcune estremizzazioni delle espressioni di questo evitamento, si tingono dei colori del disagio psicologico.

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Antonella Amodio

Antonella Amodio

Presidente

Francesca Antonella Amodio, per tutti Antonella, presidente di Yin-sieme. Docente, pedagogista, psicologa, psicoterapeuta ad indirizzo bioenergetico, biodanzante. Formatrice nazionale DSA, da brava dislessica, ideatrice e conduttrice delle ‘feste dys’ di cui sono ovviamente a tutti gli effetti il capo.
Autrice de ‘Il laribinto, il mio viaggio nella dislessia’ e del romanzo ‘Lo zoo del piano di sopra.. quando al piano di sotto l’amore fa male , adoro scrivere. Istruttrice di nuoto, molti gli sport praticati, amo tutto quello che ha a che fare con la corporeità così come con la spiritualità, pratico meditazione e sono stata più volte in India per questo, ho il secondo livello di Reiki, sono vegana, rispetto e onoro ogni religione e credo in quella dell’essere umano. Da quando un anziano monaco m’ha detto che il mio sorriso è il sorriso di Dio, ho realizzato che è vero, quello di ognuno lo è, così ho pensato che il Paradiso sarà qui, quando ogni essere al mondo sorriderà e…io voglio essere in Paradisoooo!

Commenti (4)

  • marco

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    un testo notevole, denso di concetti su cui riflettere…concreto….di grande insegnamento…per tutti noi…ci dice di fare attenzione..il disagio psico-fisico E’ in agguato..e non si scherza.Grazie ancora Antonella, la nostra psicologa

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    • Antonella Amodio

      Antonella Amodio

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      ti ringrazio per l’apprezzamento, si, è così, il contatto corporeo resta un nutrimento dell’anima

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  • Anonimo

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    Sono d’accordo sul significato e l’importanza del contatto umano e però sono sicuramente tinto di tanti di quei colori.
    É una vita che subisco il disagio degli altri nei confronti del contatto con il mio corpo, per cui ho maturato un disinteresse per qualsiasi forma di contatto.
    Non solo. Il contatto degli altri mi infastidisce.
    Leggo in questo sito, che ritengo interessante, che la biodanza aiuterebbe a affrontare alcuni disagi anche grazie ai contatti. Immagino che se la mia persona si sottoponesse, per combattere il suo blocco, a contatti da parte di persone che non agiscono spontaneamente, ma spinti dal rituale della biodanza e che al di fuori di tale contesto non lo farebbero, in quanto soggetti alla stessa repulsione di tutti gli altri. Ebbene, alla luce di tutte queste ipotesi, mi chiedo se la biodanza su di me potrebbe dare giovamento o avere un effetto addirittura peggiorativo.
    Augurandomi una risposta schietta, un caro saluto.

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  • Antonella Amodio

    Antonella Amodio

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    la biodanza resta per me uno strumento eccezionale, la ho utilizzata in molti contesti e sempre con esiti secondo me eccellenti. Quello che mi piace di questo approccio, è che mira a rimandare rinforzi positivi a quanti vi partecipano, non scava nel disagio ma ci ridà il piacere di ciò che, per eventuali traumi subiti ci spaventava, mostrandocene invece la bellezza. Io sono un’analista bioenergetica, quindi lavoro anche per quanto concerne la ricerca e la risoluzione dei traumi subiti e rimossi, sull’aspetto corporeo. Con tecniche diverse dunque ma sempre attraverso il corpo e abbino, laddove necessario entrambi gli strumenti. C’è sempre la risposta giusta, per ognuno di noi ed è sempre individuale perchè noi siamo individui unici..per fortuna!

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