Luigi Ghirri. Pensare per immagini

Written by Franca Crocetto. Posted in Occhi sul mondo

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 La mostra di Luigi Ghirri al MAXXI di Roma mi ha regalato due occasioni: sono  entrata (finalmente!) nel museo della vulcanica Zaha Hadid e contemporaneamente mi sono riavvicinata alle immagini talvolta familiari, altre volte nuove, ma sempre emozionanti di quello che è sempre stato uno dei miei fotografi preferiti.


1Zaha Hadid  è per me “il Beethoven dell’architettura contemporanea”, perché di questo musicista ha l’ardore, la passione, anche non se ne ritrova minimamente il romanticismo estremo: le forme della Hadid sono, direi, quasi scarne nella loro essenza, pur se pervase di forte dinamismo. Immagino l’architetto schizzarle con un segno netto, deciso, che si legge chiaro nel museo: sembra di seguire il movimento della matita sul foglio e ci ritrova in una danza!

 

Lo spazio articolato, in alcuni casi avvolgente, in altri sfuggente, ci proietta verso nuove visuali, le gallerie diventano un sovrapporsi di flussi, creano viste piacevolmente inaspettate per lo spettatore che, di fronte alla vasta gamma di scelte, non torna mai sullo stesso percorso. Qualcuno ha detto, a ragione, che gli ambienti rimandano alla memoria la stratificazione storica ed archeologica della città che li ospitano.

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Ed è in questo spazio per me magico che ritrovo gli scatti di Ghirri ……

5Come fa un artista a trasmettere così bene le tue sensazioni, sembra quasi che ti abbia letto nel pensiero! Luigi Ghirri è un poeta che mi narra con le fotografie, che rifiuta ogni “perbenismo delle immagini” per penetrare nell’animo, nel mio. Si immedesima nello spettatore, sembra quasi dirgli: “Raschia la crosta e penetra nell’essenza di ciò che stai guardando!” (spesso ritrae qualcuno di spalle mentre guarda qualcosa, che sia un’opera d’arte o un paesaggio o ….)

 

7 6Mi rapisce nelle fotografie di architettura e dei paesaggi, sia quando fotografa spazi interni, come lo studio di Morandi, e con un’immagine descrive tutta la poetica dell’artista, sia quando staglia il cubo di Rossi nella neve o mette in risalto le linee parallele degli angoli de La Sapienza, con un taglio fotografico che ne  isola le linee. Conoscendo l’essenza delle opere , sembra ridisegnare  l’architettura perché sia di tutti.

 

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E quali immagini  possono meglio raccontare Versailles delle sue foto, in cui la luce rarefatta ne crea l’atmosfera quasi irreale, onirica! E’ Versailles così come la ricordo, uno strumento per esprimere il potere, grigia, triste, inanimata. Come la foto della piazza antistante che lui addirittura fotografa in sovresposizione, per avvolgerla in un’aria così densa che le persone quasi scompaiono ….

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La luce viene adoperata con grande maestria, il colore è rarefatto e la forma diventa segno … disegno, per raggiungere l’essenzialità. Un particolare (l’insegna nel cielo, la statua sulla parete, il particolare del giardino, il letto dell’artista …) sembra quasi che per caso sia stato rapito con lo scatto, per raccontarci l’essenza delle cose.

Poi il colore cambia, diventa più pregnante, ma resta ancora il mezzo di un’arte concettuale.11 12

 

 

 

 

 

 

 

Anche il kitch, il cattivo gusto è rivisitato, come la pubblicità, che viene ripetuta all’infinito o gli alberelli che entrano in tutti i giardini … ma tutto viene raccontato con un’ironia benevola!
Non è più il bel paesaggio che viene fotografato, ma la periferia, i luoghi del vivere, laddove i segni si sono sovrapposti e ci raccontano il quotidiano, ma anche un po’ di quello che sarà il futuro.

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Franca Crocetto

Franca Crocetto

Responsabile yin-sieme Muro Lucano

Sono franca, sempre!
È forse la mia caratteristica e la porto impressa nel nome. Non riesco a non esserlo, anche quando dovrei,
dico subito se una cosa mi piace o non mi piace e … mi piace la gente, la sua storia, mi piacciono gli occhi e
tutto quanto esprimono, anche quando sono occhi che piangono. Mi piace leggere, viaggiare, progettare!
E’ il mio lavoro, progettare, e quando lo faccio mi piace anche l’ansia di fronte al foglio bianco, il sentirsi un
pochino lucignolo, incapace e poi improvvisamente capace di tirar fuori tutti i miei sogni. Ecco perché amo
la biodanza: mi si scatena la voglia di … esprimo finalmente me stessa, non ho più timore, sono io, posso
farmi sentire! Facciamoci sentire, allora!

Commenti (2)

  • Elena Vigilante

    Elena Vigilante

    |

    Bello! Grazie Franca

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  • Jason

    |

    I pay a quick visit daily a few websites and blogs to read articles,
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