Segreto e menzogna

Written by Antonella Amodio. Posted in Vita e Psiche

Vita e Psiche banner

E siamo al nostro secondo incontro, sono contenta di aver ricevuto le vostre domande ed anche alcuni apprezzamenti per questa iniziativa.. ho provveduto a rispondere via mail e personalmente ai vostri commenti che, come avrete visto, prima di essere resi pubblici, vengono privati di ogni riferimento personale, indirizzo mail e quant’altro.
Così, avendo risposto nello specifico ad ognuno di voi, l’ puntamento di oggi tratterà genericamente di un elemento emerso in tutti i vostri commenti: il segreto, la menzogna
Il termine “segreto” è etimologicamente il participio passato del verbo secerno e si riferisce all’escrezione, cioè al rigetto di sostanze tossiche e inutili, qualcosa da nascondere, fonte di vergogna e di minaccia.
Le caratteristiche fondamentali del segreto sono, l’occultamento e il nascondimento. In questa accezione, in tutto diversa dai concetti di intimità e di confidenza, il segreto resta un elemento di informazione non trasmesso, che ci si sforza volontariamente di nascondere agli altri. Evitando di comunicarne il contenuto, diveniamo custodi di un macigno che teniamo racchiuso dentro di noi, in fondo al cuore poichè percepito come macchia.. da sempre la tecnica dei predatori è ‘isola la preda dal branco’, il segreto ci isola e ci rende ancor più fragili prede aumentando ovviamente la percezione di essere soli, incompresi nel proprio dolore,.. Il segreto dunque resta un elemento comune ad ogni condotta di dipendenza assieme al suo quasi necessario corollario, la menzogna. Mentiamo prima di tutto a noi stessi, negandoci, almeno sin quando è possibile, a volte sino alla fine, il nostro essere schiavi.
Complice di questo atteggiamento è il giudizio severo rispetto a questi comportamenti che ci rimanda la nostra rete sociale: temendone la gogna, lo nascondiamo.
Questo purtroppo contribuisce al nostro percepirci reietti, aumenta la nostra disistima e ci infragilisce sempre di più rendendoci sempre meno capaci di sottrarci a qualcosa che così continua a riempirci di quella vergogna che a sua volta continua a svilire ai nostri occhi l’immagine che abbiamo di noi.. una sorta di circolo vizioso. Nelle condotte di dipendenza affettiva, ad esempio, spesso diviene nostra, la vergogna che dovrebbe invece essere dell’altro, quello che abusa di noi.
Così chi subisce prende a nascondere ciò che subisce, vergognandosi di subirlo, mentre l’unico depositario di quel segreto diviene proprio colui che infierisce, alimentando ulteriormente la dipendenza nei suoi confronti.
Uno dei primi passi è rompere il segreto, liberare l’individuo da questo pesante fardello, essere supportanti e mai giudicanti così che possa trovare sostegno nella sua rete, l’ appartenenza risulta essere un grosso fattore di resilienza.
Condividere il problema, narrarlo, oggettivizzarlo, renderà più semplice trovare insieme le strategie migliori per affrontarlo. Rompere il segreto dunque e non solo con la stretta cerchia familiare, diverrebbe altri menti un segreto familiare, ma con la nostra rete. Capisco bene che questo richiede maturità e comprensione del fenomeno da parte di tutti, non è un caso che ci spendiamo in campagne di sensibilizzazione e poi, ricordiamoci, nessuno è esente, può sempre capitare anche a noi, ad un membro della nostra famiglia, un momento di fragilità che ci tiri in uno di questi circuiti.
Più saremo stati giudicanti nei confronti di quanti abbiano fatto lo stesso, più saremo intrappolati nella vergogna e nel senso di inadeguatezza, ottimi compagni per sprofondare..
Resto in attesa dei vostri commenti per potervi rispondere direttamente in privato ed affrontare invece tutti insieme le tematiche che emergeranno nel nostro prossimo appuntamento, a mercoledì..

Trackback dal tuo sito.

Antonella Amodio

Antonella Amodio

Presidente

Francesca Antonella Amodio, per tutti Antonella, presidente di Yin-sieme. Docente, pedagogista, psicologa, psicoterapeuta ad indirizzo bioenergetico, biodanzante. Formatrice nazionale DSA, da brava dislessica, ideatrice e conduttrice delle ‘feste dys’ di cui sono ovviamente a tutti gli effetti il capo.
Autrice de ‘Il laribinto, il mio viaggio nella dislessia’ e del romanzo ‘Lo zoo del piano di sopra.. quando al piano di sotto l’amore fa male , adoro scrivere. Istruttrice di nuoto, molti gli sport praticati, amo tutto quello che ha a che fare con la corporeità così come con la spiritualità, pratico meditazione e sono stata più volte in India per questo, ho il secondo livello di Reiki, sono vegana, rispetto e onoro ogni religione e credo in quella dell’essere umano. Da quando un anziano monaco m’ha detto che il mio sorriso è il sorriso di Dio, ho realizzato che è vero, quello di ognuno lo è, così ho pensato che il Paradiso sarà qui, quando ogni essere al mondo sorriderà e…io voglio essere in Paradisoooo!

Commenti (4)

  • Anonimo

    |

    il segreto ci paralizza e ci imbavaglia peggio di qualsiasi catena e bavaglio. solo l’amore spassionato, la forza centellinata giorno dopo giorno, la voglia di vivere questa vita cosi come andrebbe vissuta , a polmoni aperti e gonfi, possono riuscire a spezzare queste subdole catene, invisibili agli altri e per questo ancor più temibili.

    Rispondi

  • Anonimo

    |

    Il segreto mi rimanda alla vergogna..io mi vergogno molto del mio aspetto fisico..in particolare di alcune parti del mio corpo, per dirla tutta del mio fondo schiena..mi mette a disagio tanto da cercare di nasconderlo sotto lunghe maglie, giubbini annodati in vita…faccio il bagno a mare con il pareo o giù di lì..

    Rispondi

  • Anonimo

    |

    Fondo schiena? E il naso, il naso dove lo mettiamo? Non c’è indumento che possa coprirlo,di certo non posso uscire mascherata.. vorrei ricorrere alla chirurgia ma i miei non vogliono..

    Rispondi

  • Anonimo

    |

    Credo sia normale vergognarsi, chiunque si vergognerebbe di uscire se avesse un’acne come la mia, a scuola nn levo mai il cappellino, un po’ mi pare la nasconda, se scendo a fare due tiri ad un pallone, il sudore peggiora la situazione, per il resto preferisco stare a casa, credo che agli altri faccia proprio un po’ impressione..ne fa a me!

    Rispondi

Lascia un commento