Si logo – Lo sviluppo del linguaggio (terza parte)

Written by Antonella Spota. Posted in Si logo

SI LOGO V4-2

Si logo – Lo sviluppo del linguaggio (terza parte)

Intorno al primo anno di vita, quindi, inizia la vera comunicazione. Con la lallazione il bambino ha incominciato a dare forma alle prime parole, si sta divertendo nella sperimentazione di se stesso e delle sue capacità: riproduce i versi degli animali, imita le parole più semplici e lo si puo’ sorprendere a “chiacchierare” da solo proprio nella maniera di mamma e papà. In questa fase il linguaggio, anche se così semplice ed iniziale, è fondamentale in quanto serve da modulo organizzativo dei pensieri e di tutta l’attività mentale del bambino. Egli si mostra sempre più attivo nell’ambiente che lo circonda e lo si sentirà “parlare” molto di più : a questo punto per attirare l’attenzione non userà solo il gesto ma chiamerà, risponderà, in maniera elementare naturalmente, alle domande che gli verranno poste,inizieranno le proteste e i capricci.
Fino al primo anno di vita circa, inoltre, tutte le elaborazioni comunicative del bambino sono strettamente legate alla situazione cioè vengono prodotte in contesti ritualizzati o in seguito ad una richiesta (“ come fa il cane?”). Dai 18 mesi in poi avviene la progressiva decontestualizzazione : il bambino produrrà il gesto o la parola in maniera più indipendente dal contesto, cioè ricorderà i nomi delle cose anche senza la loro presenza. In concomitanza con le prime parole si sviluppa anche la comprensione: in questo periodo il bambino inizia a capire anche semplici richieste o ordini, ascolterà con interesse storielle e filastrocche. Il numero delle parole che costituisce il vocabolario del bambino aumenta progressivamente. Egli non ha più bisogno delle esortazioni dell’adulto per parlare, indica e nomina in maniera quasi automatica ciò che conosce. Questo incremento quotidiano del numero delle parole, viene chiamato “esplosione del vocabolario”. I gesti vengono usati sempre meno e non ne vengono più prodotti di nuovi. Fondamentale è la stimolazione adulta per l’apprendimento e lo sviluppo del linguaggio. Quando parliamo ad un bambino piccolo noi adulti modifichiamo il nostro modo di parlare, utilizziamo parole e frasi semplici,una prosodia più marcata (questo modo di parlare viene chiamato “madrese” o “baby talk”). L’atteggiamento da tenere negli scambi col bambino non deve essere né direttivo né correttivo né competitivo. È sbagliato pensare che un’ iperstimolazione o una stimolazione complessa aiuti o velocizzi l’acquisizione del linguaggio. Bisognerebbe accogliere qualsiasi produzione, ripeterla, ampliarla, adeguare il ritmo dello scambio e regolarlo sui tempi del bambino, non stressarlo ma dargli modo di esprimersi. Intorno ai 24 mesi, iniziano a comparire le prime combinazioni di parole come “mamma quaqua” (mamma acqua) o “nonno to to to” (il trattore del nonno), fatte per lo più di associazioni di nomi e sporadicamente di questi con i verbi. Non c’è da preoccuparsi se il bambino pronuncerà solo una parte della parola( banana- “nana”) o se il suo linguaggio sarà poco comprensibile per gli estranei. Elemento importante è il numero delle parole prodotte e non la precisione della loro articolazione: tra i 18 e 24 mesi il bambino dovrà aver appreso almeno 50 parole.

Trackback dal tuo sito.

Antonella Spota

Antonella Spota

steve jobs diceva “stay hungry stay foolish”!sono antonella spota e di sicuro sono più foolish che hungry!lavoro come logopedista ed ancora tutti i miei cassetti sono zeppi di sogni che spero un giorno di poter realizzare.mi piace scrivere,leggo molto e sono un.appassionata di danza e spettacolo. adoro,poi, la biodanza che mi permette sopratutto di Essere prima ancora di Fare.

Lascia un commento