Si logo – Lo sviluppo del linguaggio (prima parte)

Written by Antonella Spota. Posted in Si logo

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Si logo – Lo sviluppo del linguaggio (prima parte)

Nel primo anno di vita il bambino sperimenta forme rudimentali di comunicazione che consistono per lo più in tentativi di imitazione dei suoni e degli stimoli vocali proposti dall’adulto. Il ruolo dell’imitazione è, secondo alcuni studiosi, fondamentale non solo per l’apprendimento del linguaggio. Grazie all’imitazione del modello adulto, infatti, il bambino apprende oltre ai comportamenti sociali, anche a reagire in maniera adeguata a determinati stimoli ambientali.
Dalla nascita fino a 3 mesi tutta la comunicazione del bambino è finalizzata all’espressione ed al soddisfacimento dei bisogni primari (fame,calore…) ed il bambino impara man mano a riprodurre questi atti comunicativi in maniera volontaria e consapevole. La mimica e la postura entrano a far parte della comunicazione accompagnando tutte le sue manifestazioni.

IL PIANTO

Durante le prime settimane di vita le manifestazioni vocali del bambino sono costituite esclusivamente dal pianto. Il pianto è la “manifestazione riflessa dei cambiamenti fisiologici” che avvengono nel bambino. È un segnale d’allarme attraverso il quale il piccolo esprime situazioni di malessere e di sofferenza e attraverso cui scarica la tensione corporea. Inoltre è anche il modo con cui il bambino cerca il contatto con l’adulto, soprattutto la madre,che la persuade poi ad avvicinarlo al proprio corpo. Progressivamente il pianto comincia ad assumere una funzione più specifica di segnale di diversi bisogni primari (nutrizione, calore, ecc.) (Cianchetti, Sannio Fancello, 1997)
La presenza e le risposte affettive dell’adulto , in questo periodo, sono fondamentali, attraverso di esse il bambino riuscirà ad attribuire significati diversi ai proprio comportamenti espressivi.

IL VAGITO

Il vagito è la prima manifestazione vocalica del neonato. In realtà sono primitivi suoni vocalici e consonantici (nasali e velari). Il piccolo li produce senza intenzionalità ed in maniera casuale, per cui non hanno un significato. Si associano quasi sempre al movimento corporeo.

IL SORRISO

Tra i primi atti sociali del bambino c’è il sorriso. Il neonato manifesta una predilezione verso il volto umano e già dopo poche ore dalla nascita individua e preferisce quello della madre. Con il sorriso il piccolo esprime la propria partecipazione ad una situazione piacevole.

I VOCALIZZI

I vocalizzi consistono in emissioni vocaliche modulate; hanno un ruolo sociale, infatti coinvolgono l’adulto in un vero e proprio scambio comunicativo. È fondamentale il ruolo di quest’ultimo nel sostenere queste prime produzioni del bambino, infatti da esse nasceranno e si evolveranno le prime parole. Inizialmente i vocalizzi sono prodotti accidentalmente ma successivamente assumono carattere comunicativo in quanto diventano man mano più espressivi.

Nei primi sei mesi di vita il bambino, dunque, sperimenta iniziali forme di produzione, che mano mano passeranno da vocale a verbale. Alla fine di questo periodo avrà preso confidenza con i suoni del mondo, mostrerà infatti di predilire i suoni piacevoli come per esempio la voce della madre o la musica, e si ritrarrà di fronte a quelli troppo intensi. Compito dell’adulto in questo periodo è quello di provvedere ad un ambiente che sia il più disponibile possibile ad accogliere quelli che sono i bisogni del bambino e a sostenere lo sviluppo delle sue capacità.

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Antonella Spota

Antonella Spota

steve jobs diceva “stay hungry stay foolish”!sono antonella spota e di sicuro sono più foolish che hungry!lavoro come logopedista ed ancora tutti i miei cassetti sono zeppi di sogni che spero un giorno di poter realizzare.mi piace scrivere,leggo molto e sono un.appassionata di danza e spettacolo. adoro,poi, la biodanza che mi permette sopratutto di Essere prima ancora di Fare.

Commenti (1)

  • Vito Daniele

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    Sempre più interessante… continua così!

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