Storia di un’amore perduto

Written by Antonella Amodio. Posted in le storie degli altri ci raccontano la nostra

interviste definitivo
 

Storia di un’amore perduto

La prima storia vorrei raccontarla io, un uomo. Avevo una bella famiglia, una moglie splendida, due belle figlie ma dopo una decina di anni è cominciato il mio calvario, mi innamorai di un’altra donna, almeno allora mi pareva amore.. Lei era molto più giovane ed io persi la testa, ben presto questa relazione si trasformò in inferno, allora la credetti passione. E’ con lei che cominciai a sperimentare la violenza, la nostra relazione divenne un sentimento oscuro, fatto di intrighi, di ricatti, di lasciarsi e poi riprendersi sempre con maggior ardore, con maggior veemenza. Era giovane, anche a lei ho fatto molto male ma molto ne ho subito, lo so, ancora la colpa è stata mia. Lunghi anni di buio, non so cosa mi prese, venivo da una famiglia dominata da una figura paterna violenta con una mamma remissiva ma mai sino ad allora avevo seguito le orme di mio padre, almeno mai sino all’uso delle mani. Ricordo il primo ceffone dato alla mia amante, ricordo il suo sguardo, la sua paura e subito dopo il suo concedersi a me, remissiva, innamorata.. Cominciò così, una passione torbida che prendeva l’anima ad entrambi, quando mia moglie ne venne a conoscenza ne restò distrutta, tentammo un riavvicinamento, mi amava, anch’io l’amavo, molto, l’amo ancora. Non ero disposto a perderla per nessun motivo eppure non potevo rinunciare alla mia ‘piccolina’. Così presi ad usare la violenza anche con mia moglie, ogni volta che minacciava di lasciarmi, quasi volessi piegarla a questo menage a tre. A pensarci ora , una follia, a pensarci ora, esattamente quello che per anni mio padre aveva imposto a mia madre. Ancora anni di inferno di cui oggi mi vergogno come un ladro, quanto male ho fatto alle mie figlie, ricostruire il mio rapporto con loro non è stata cosa semplice e so di dover ringraziare solo mia moglie se è stato possibile ma gli anni della loro crescita senza di me, quelli non me li ridarà nessuno. Forse se lei avesse avuto davvero il coraggio di lasciarmi subito, forse oggi saremmo nuovamente insieme. Non lo ebbe se non dopo che il tanto male subito cancellasse ogni traccia d’ amore per me dal suo cuore, quando mi lasciò non si voltò più indietro. Finì anche la storia con la mia giovane amante, quasi lei fosse più presa dalla competizione con mia moglie che da me.. Oggi odio ciò che è stato con l’una ed amo ancora l’altra, senza speranza. So che mi giudicherete male, ma ne sono passati di anni da allora ed io non ho alzato mai più un dito su di una donna né lo farei mai, cosa m’abbia preso in quel tempo non saprei dire, la fine del mio matrimonio è stato il mio castigo..

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Antonella Amodio

Antonella Amodio

Presidente

Francesca Antonella Amodio, per tutti Antonella, presidente di Yin-sieme. Docente, pedagogista, psicologa, psicoterapeuta ad indirizzo bioenergetico, biodanzante. Formatrice nazionale DSA, da brava dislessica, ideatrice e conduttrice delle ‘feste dys’ di cui sono ovviamente a tutti gli effetti il capo.
Autrice de ‘Il laribinto, il mio viaggio nella dislessia’ e del romanzo ‘Lo zoo del piano di sopra.. quando al piano di sotto l’amore fa male , adoro scrivere. Istruttrice di nuoto, molti gli sport praticati, amo tutto quello che ha a che fare con la corporeità così come con la spiritualità, pratico meditazione e sono stata più volte in India per questo, ho il secondo livello di Reiki, sono vegana, rispetto e onoro ogni religione e credo in quella dell’essere umano. Da quando un anziano monaco m’ha detto che il mio sorriso è il sorriso di Dio, ho realizzato che è vero, quello di ognuno lo è, così ho pensato che il Paradiso sarà qui, quando ogni essere al mondo sorriderà e…io voglio essere in Paradisoooo!

Commenti (1)

  • Antonella Amodio

    Antonella Amodio

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    Nessun commento a questa testimonianza da parte mia, io sono una psicoterapeuta, cerco di curare i dolori dell’anima, quelli di tutti, nessuno escluso. Resta comunque ovvio che seppure, per quanto mi sia concesso senza giudizio, rimanendo sul problema in sè, i più fragili vanno protetti e tutelati, in questi casi i bambini e le donne, comprendere ed accogliere non è giustificare ma trovare soluzioni. La nostra vicinanza a tutti i componenti di questa vicenda con l’augurio di una vita felice.

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